... a quest'ora, ero a casa di un mio carissimo amico, sul mio lettino, a riguardare questa foto, scattata qualche ora prima in quel dell'Alcatraz di Milano.
Era il mio primo concerto dei Nine Inch Nails.
Non che poi ne abbia visti molti altri, purtroppo mi sono dovuta accontentare dell'Independent Days di Bologna. Ma l'emozione di questo è stata indescrivibile. Sarà che ho passato più di 10 anni della mia vita con loro (loro? Lui!) nelle cuffie, ma mi sembrava veramente un sogno.
E' vero che mi sono piazzata davanti al locale alle 8 di mattina, ma ne è valsa la pena, anche solo per fare qualche foto così.
Io, la transenna ed il palco.
Ho ancora delle costole in ordine sparso, sono i rischi del mestiere.
Non avrei mai pensato che, a distanza di un anno, mi sarei ritrovata a parlarne davanti ad un piatto di cucina thai con la stessa emozione di quel momento, con la mia vicina di transenna... Conosciuta lì, a seicento e più chilometri da casa, scoprendo che in realtà abitiamo ad una decina di minuti di distanza. A volte i casi della vita sono davvero strani.

Il 3 marzo è uscito il nuovo lavoro dei Nine Inch Nails, Ghost I-IV. Il doppio album, completamente strumentale, è composto da 36 tracce ed è stato registrato in 10 settimane durante lo scorso autunno. Alla realizzazione dei brani, scritti da Trent Reznor ed Atticus Ross, hanno collaborato Alan Moulder (produttore dei Nin), Adrian Belew (chitarrista dei King Crimson e di David Bowie, Alessandro Cortini (ex tastierista degli stessi NiN) e Brian Viglione (batterista dei Dresden Dolls); "questa musica è arrivata inaspettatamente, come risultato di un esperimento" ha dichiarato lo stesso Reznor, "abbiamo iniziato ad improvvisare affinché la musica decidesse quale direzione prendere". Ed effettivamente così è stato: si passa dalla sperimentazione pura dei loop ripetuti all'infinito alla drone music dalle atmosfere intimistiche e rarefatte; dal post rock al post industrial scandito dai beat decisi delle drum machines. Ogni "Ghosts" è diverso dall'altro. Si parte dal primo, più intimista e riflessivo per arrivare al secondo, con richiami etnici di xilofoni e sitar; il terzo è il più industrial nel vero senso della parola, mentre il quarto è quello che fa la differenza, con le atmosfere elettroniche e funky, quasi a salvare il meglio di year zero. Tra l'altro, per i più appassionati, non sarà difficile scorgere i richiami ai vecchi brani dei Nine Inch Nails sparsi qua e là.
Ma la novità non è solo musicale, infatti l'album è stato rilasciato sotto licenza creative commons, che permette quindi la condivisione tramite P2P e la distribuzione tramite siti internet e blog, ovviamente non a scopo di lucro, il tutto drm free. E non è finita, basta collegarsi al sito dedicato all'Halo 26,
ghosts.nin.com, per poter acquistare il disco in cinque formati:
1) Ghosts I, i primi nove brani, in formato mp3 a 320kbps, il pdf del curatissimo artwork (opera di Rob Sheridan) e l'extrapack che comprende icone, wallpapers, etc.;
2) Ghosts I-IV, per 5 dollari si può scegliere di scaricare l'album completo in mp3 a 320kbps, flac o apple lossless, più il pdf e l'extrapack;
3) Ghosts I-IV, per 10 dollari si può prenotare (bisognerà aspettare però l'8 aprile per la spedizione) il set di due cd nel digipack con libretto da 16 pagine, più il download del punto 2;
4) Ghosts I-IV, l'edizione deluxe per 75 dollari, completa di cofanetto e due libri: il primo contentente i due cd, un dvd con i file multitraccia per i remix ed un disco blu-ray ed il secondo un vero e proprio libro di 48 pagine con le fotografie di Philip Graybill e Rob Sheridan. Il tutto accompagnato dal download al punto 2. Anche questo però è solo prenotabile, poiché verrà spedito solamente dal primo maggio;
5) Ghosts I-IV, l'edizione limitata da 300 dollari autografata da Reznor, in sole 2500 copie che è già andata esaurita dopo solo un giorno, contenente quanto al punto quattro, più un terzo libro di stampe delle immagini dell'artwork.
Inutile dire che il sito è stato preso d'assalto e reso irragiungibile per diverse ore nella sola giornata di ieri, tanto che lo stesso Trent ha reso disponibili le prime nove tracce direttamente sui motori di ricerca di BitTorrent.
Personalmente ho avuto modo di ascoltare tutto l'album in versione flac (in attesa dell'arrivo a casa di tutto il pacchetto) e non posso che ritenermi piacevolmente sopresa da questa nuova produzione. Non nego che all'inizio ero abbastanza scettica all'idea di un album completamente strumentale, ma dopo l'ascolto completo (giudicarlo dalla prima parte è praticamente impossibile), in particolare di Ghosts III, ho fugato qualsiasi dubbio a riguardo: erano anni che un disco dei NiN non mi lasciava così soddisfatta.
Kurt Loder: Was it really you who created the "Free Frances Bean" T-shirt?
Maynard James Keenan: Oh, yeah, back in '96, '97. Everybody at that time was trying to get us to do all these benefit shows — you know, like "Free Tibet." And I was like, "I'm gonna have my own platform: Free Frances Bean." Because just watching the tornado that is her mother, my first thought was, "Oh my God, how is Frances Bean gonna survive this insanity?" Because artists can be extremely eccentric and insane, and unfortunately, the people they hurt the most are the people that are closest to them. The shirt was kind of a flippant joke, and then it just spiraled out of control — everyone wanted them, and I was giving them away. Courtney hates me. She called me a media whore once. Isn't that great? I have the distinction of being called a media whore by Courtney Love.

"I think it's easy to make impenetrable music and hide behind that. Making noise is easy, making stuff people understand is an easy thing to do. Making a pop song is a fucking hard thing to do and making one that's not idiotic is even harder."
Trent Reznor
(Credo sia facile fare della musica impenetrabile e nascondercisi dietro. Fare rumore è facile, fare della roba che la gente capisce è una cosa facile da fare. Fare una canzone pop è una cosa fottutamente difficile e farne una che non sia idiota è ancora più difficile.)E se quest'uomo, uno dei miei modelli di genio e sregolatezza, che possiede tutta la mia stima da più di un decennio, dice una cosa simile, io gli credo. Gli crederei anche se mi dicesse che le mucche volano, ma questa è un'altra storia. Ma parlando seriamente, sono contenta che anche lui la pensi così, sono piccole soddisfazioni che fanno capire di non essere da sola con questo pensiero. E ciò mi basta. Per la cronaca: il titolo del post è ripreso dal titolo di un album di Madaski, altro genio musicale, almeno per me, s'intende.