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Anche l'inglese Rich Fownes si è unito ai Nine Inch Nails, andando così a completare la lineup per il nuovo tour assieme a Trent Reznor, Josh Freese, Alessandro Cortini e la new re-entry Robin Finck.
Fownes, già chitarrista degli "With Scissors" e "The Eighties Matchbox B-Line Disaster", ha inoltre recentemente collaborato con il duo britannico degli UNKLE e, nella nuova formazione, sarà alla prese con basso, synth e chitarra.
(Rich Fowes nei The Eighties Matchbox B-Line Disaster)
i fronte a certe notizie ancora mi emoziono. Correndo spavaldamente il rischio di far diventare questo blog monotematico, gioisco e m'illumino d'immenso annunciando cotanto gaudio magno:
Grazie, o' Reznor, per aver ascoltato le nostre (mie e di Cristina, amica del post di cui sotto) preghiere. Gloria nell'alto di Los Angeles.
Emmò po' esse pure che me compro il cd deluxe!
Ora, dopo aver annunciato le date del tour americano... Non è che per sbaglio, capiti pure in Europa? Non pretendo l'Italia, tantomeno Roma, ma sai, qualche posto vicino e raggiungibile tramite chessò, Ryanair. Noi gradiremmo.
Mettiti una mano sulla coscienza, grazie.
Ah, per la cronaca. Quello lassù è Robin Finck, ex chitarrista dei NiN e dei G'n'R, nonché mio grande ammòre fin dai tempi di March of the Pigs, ovvero quando ho conosciuto i NiN grazie alle sorelle maggiori delle mie compagne di classe delle medie.
Quindi, in attesa di potermi commuovere live, ricorderò:
due giovani virgulti in preda agli sbalzi ormonali, loro;
una scema di 12 anni in preda alla demenza precoce, io.
... a quest'ora, ero a casa di un mio carissimo amico, sul mio lettino, a riguardare questa foto, scattata qualche ora prima in quel dell'Alcatraz di Milano.
Era il mio primo concerto dei Nine Inch Nails.
Non che poi ne abbia visti molti altri, purtroppo mi sono dovuta accontentare dell'Independent Days di Bologna. Ma l'emozione di questo è stata indescrivibile. Sarà che ho passato più di 10 anni della mia vita con loro (loro? Lui!) nelle cuffie, ma mi sembrava veramente un sogno.
E' vero che mi sono piazzata davanti al locale alle 8 di mattina, ma ne è valsa la pena, anche solo per fare qualche foto così.
Io, la transenna ed il palco.
Ho ancora delle costole in ordine sparso, sono i rischi del mestiere.
Non avrei mai pensato che, a distanza di un anno, mi sarei ritrovata a parlarne davanti ad un piatto di cucina thai con la stessa emozione di quel momento, con la mia vicina di transenna... Conosciuta lì, a seicento e più chilometri da casa, scoprendo che in realtà abitiamo ad una decina di minuti di distanza. A volte i casi della vita sono davvero strani.