martedì, 28 febbraio 2006
Ieri sono finite le Olimpiadi. Peccato. Oggi è iniziato Sanremo. Peccato. Due dispiaceri in due giorni sono troppi. Ma soprattutto, cosa ci fanno le squadre olimpiche italiane di Curling a Sanremo? Perché è diventato così nazionalpopolare?! Ne rivendico la maternità! Almeno dalla linea gotica in giù. Da quasi due anni sto attaccata a Sport Italia come una folle in attesa di vedere una bella pista ghiacciata col bersaglio, subendo angherie da parte di familiari e conoscenti e tutto d'un tratto me lo ritrovo sul palco dell'Ariston? Giù le mani! Dedicatevi alle vostre canzonette che alle stones ci penso io! O perlomeno chi non lo vive come il fenomeno del momento. Si vede che sono particolarmente acida? Capita. Memorandum: da domani la Gialappa's commenterà il Festival, un motivo in più per spegnere la tv ed accendere la radio. Volevo scrivere qualche altra cosa ma mi sono dimenticata, meglio andare a dormire. Ah, per la rubrica quotidiana "Affari miei. Zan Zan.": ho iniziato "Torino è casa mia" di Giuseppe Culicchia, molto carino! Scorre rapidamente e non è banale come pensavo. Nove eurI spesi bene. Ho comprato pure il dvd di Arancia Meccanica, ma su quello non ho alcun dubbio avendolo già visto. In realtà ero indecisa tra quello, Full metal jacket ed un cd a caso dei Depeche Mode. Tutti allo stesso prezzo, mica per altro. Però poi quando ho visto quel faccino dolce e gentile di McDowell non ho potuto resistere. Anche se pure Dave c'ha messo del suo. Sono entrata nell'aula per l'esame (Università mode: on) canticchiando Personal Jesus. Ma il momento clou è stato quando durante le domande, il mio cervello ha partorito un prepotente "Reach out and touch Dave! Tun tan tutun...". Credo di aver fatto la faccia più ormonale del mese. Sono rischi che si corrono ascoltando suddetta canzone per circa venti volte durante il tragitto verso il luogo della tortura. Detto ciò, chiudendo il famigerato angolino, mi accingo al meritato riposo.
Un pensiero speciale va a Razorback, grande compagno della mia giovinezza. Ci ha definitivamente abbandonato il 23 Febbraio. RIP

"Whatever I've done
I've been staring down
the barrel of a gun"
sabato, 18 febbraio 2006
E l'Italia del curling ha vinto di nuovo! E sono due! Un ringraziamento particolare a mamma Rai che fa di tutto per non farcelo vedere, preferendo alla partita i commenti inutili dei giornalisti sulle gare ancora non iniziate. Forza ragazzi!
Calderoli ha abbandonato la casa del grande nano.
Ce ne rallegriamo tutti.
Basta ricordarselo il 9 aprile.
sabato, 18 febbraio 2006
"C'è un tempo adatto per tutto: un tempo per tacere e un tempo per parlare. Devi tacere quando non trovi un interlocutore disponibile; devi parlare quando il Signore ti concede una lingua sapiente, così da rentere efficace il tuo dicorso nel cuore dei tuoi ascoltatori."
(S. Ambrogio, Explanatio Psalmi XLIII, 72)
Nonostante il riferimento religioso, questa citazione è forse una delle più interessanti e ricorrenti nella mia vita. E dire che l'ho conosciuta per caso, durante il catechismo per la Cresima, ultima volta in cui sono entrata di mia sponte in chiesa (se non per salutare chi se n'è andato). E stasera mi tornata in mente così, dal nulla, tra un saggio di antropologia e uno di etnologia. Detto ciò mi rimetto a studiare, così che la mia lingua possa perlomeno avere una parvenza di cognizione di causa mentre parla.
martedì, 14 febbraio 2006

Io adoro questo sport. Ma davvero tanto. Non pensavo ci si potesse appassionare tanto su un sasso che scivola sul ghiaccio sotto le indicazioni di due persone mentre altri due compagni di squadra con due scopettoni lisciano la pista. Ma se c'è gente che spende fior di quattrini e lascia fegato e polmoni sugli spalti di stadi di mezzo mondo per vedere ventidue persone che corrono dietro ad un pallone, perché no. Che poi il sasso si chiama stone ed è di granito, gli scopettoni, broom, sono o sintetici o di crine di animale ed i ruoli sono: skip e vice skip (quarto e terzo lanciatore di stone) e lead e second (primo e secondo lanciatore). Ogni giocatore ha due stone da lanciare nella house, la specie di bersaglio verso la fine della pista. Le altre regole le potete trovare anche nel sito del
Toroc che altrimenti vado avanti per un'altra ora.

Almeno un vantaggio questo sport ce l'ha, anzi più di uno: non girano miliardi, le facce degli atleti non stanno ovunque, anche sulle scatole degli assorbenti, non si scannano a vicenda e il fair play la fa da padrone. E tanto per dovere di cronaca, il prossimo che mi prende in giro per l'inutilità di questa disciplina tessendomi invece le lodi del calcio, si ritroverà a fare da contorno alla Simmental, assieme e come le verdurine: tagliato sottile sottile. Gialappa's compresa. Siete avvisati. Evviva la democrazia e la libertà di pensiero.
(Nella foto in alto: La squadra della Gran Bretagna.
Nella foto a sinistra: Fabio Alvera, vice skip della squadra italiana.)Piccolo aggiornamento: L'Italia ha battuto la Germania nell'extra end col punteggio di 9 a 8. Grande Italia!
domenica, 12 febbraio 2006
Sono tornata qui. Alle fine aveva ragione Venditti: "Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano". E dopo un breve parentesi sul blog di msn sono di nuovo qui, sul mio primo "amore". Un restyling profondo e via. Ero affezionata al mio vecchio layout, è stato su per cinque anni di glorioso servizio, meritava un lieto pensionamento. Ed ora questo. Creato in una notte di depre senza rete, riprende il filo conduttore che lega i post di questo blog: Message in a bottle. Messaggio in bottiglia. Parole lanciate nell'oceano del web alla ricerca di un'isola su cui naufragare. Ah ecco, dimenticavo: tutto il blog, template compreso, è un grande work in progress, ergo quello che c'è oggi potrebbe non esserci domani e viceversa. Dimenticavo: questo è il primo post della nuova era che ho voluto inaugurare con un libro che esprime in quattro parole il mio pensiero sulla città che, dopo la mia ovviamente, ho nel cuore. Ormai sono anni, dalla prima volta che l'ho vista. Quando si dice che anche il cuore ha funzioni depurative: trattiene le cose buone scartando le scorie che le circondano.