



A volte bisogna fermarsi. Guardarsi intorno. Cerca di capire dove si sta andando, se la rotta è giusta, se ha un senso il nostro viaggio. Bisogna calcolare le distanze, scegliere le tappe, decidere una meta. Non si può viaggiare per sempre alla deriva, altrimenti non sarà altro che tempo sprecato. In queste settimane mi sono fermata, mi sono guardata intorno, ma non ho visto tutto quello che volevo vedere, ho meglio, ho visto altro. Ho perso la via, non ho viaggiato, mi sono lasciata trascinare dalla corrente che mi ha riportata a riva, una riva sconosciuta su cui mi sono persa. Ho dovuto faticare non poco per risalire sulla mia zattera, ricominciare a remare in attesa di un vento propizio che facesse cessare la bonaccia di questi tempi. Non so se il vento che mi sta portando sia quello giusto, so solo che è vento, che sto viaggiando, che la rotta è che sto seguendo non è la più semplice, ma nemmeno impossibile. Una volta che sei in mare non puoi fare altro che viaggiare. Non puoi gettare l'ancora quando non ce l'hai. Allo stesso modo sto affrontando la vita. Mi sono dovuta rimettere in gioco di nuovo, ho dovuto affrontare prove che mai avrei immaginato, mi sono rimboccata le maniche e ora sono qui. Sperando di riuscire a raggiungere la mia meta. Meta che per ora è solo un isolotto nella fitta nebbia del triangolo delle Bermude. Molti sono quelli che intraprendono questa rotta, alcuni ci arrivano per caso, altri si perdono, inghiottiti dalle forze che circondano l'isola... O magari si ritrovano nel luogo sbagliato, un'isolotto diverso da quello a cui avevano mirato... Spero di approdare, non so dove, ma voglio scendere su una riva del triangolo delle Bermude.